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FORUM VINTAGE/Recensioni

 ST: STANDARD PASSION

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catgaby
GVu > 18/04/02

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23/06/2012 18:55:35
catgaby
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Premessa:

Questo lavoro è dedicato agli amici di GV, senza le pretese di saper scrivere come uno scrittore o saperne più di altri. Quel poco che so arriva da un esperienza di circa 15 di collezionismo, passato più nei vecchi magazzini, negozi, cantine e soffitte, mercatini e fiere italiane che nel mercato giapponese.

Cominciai la mia collezione esponendo un mio vecchio Gordian tarokko in versione ridotta Ceppi Ratti (il Garbin delle dimensioni di un Protesser, per capirci) affianco ai kit di montaggio di Gundam e Patlabor per vedere che effetto faceva un po’ di metallo vero… beh potete capire il risultato vedendo come si sono evolute le cose.
Da allora (soprattutto nei primi 5/6 anni) ho collezionato molti generi di giocattoli di molte serie. Alcuni di questi li ho venduti (i primi a partire furono DX) altri sono ancora con me…
Quello che più mi diverte in tutto questo è la ricerca del pezzo, sia fisica (in fiere e mercatini) che virtuale (internet). Mi sono accorto col tempo che era più la gioia ed il divertimento per raggiungere e conquistare l’agognato pezzo, che per averlo in collezione. Spesso capitava che con l’arrivo del pacco finisse l’avventura: una volta aperto, controllato e tenuto in mano, l’oggetto veniva messo nella collezione, ogni tanto ammirato, ma su subito dimenticato per dedicarmi alla ricerca del pezzo seguente. E’ per questo motivo che ho concentrato le mie attenzioni e i miei sforzi su prodotti più “economici” come le versioni STANDARD dei robot giapponesi, meno cari dei deluxe, ma pur sempre affascinanti sia dal punto di vista materiale che da quello della ricerca. Perché andare a spendere tanto se l’emozione era la stessa?

Gli oggetti nelle foto di questa recensione provengono per la maggior parte dalla mia collezione. Non essendo però completa al 100% , è possibile che mi sia servito di qualche foto trovata online. Non me ne voglia il proprietario qualora riconoscesse il pezzo in questione. Grazie!
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GVu > 18/04/02

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23/06/2012 18:56:23
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ST: STANDARD PASSION


Nel mondo collezionistico dei robot giapponesi, ricorre spesso l’utilizzo della parola Standard (o ST) riferita ai modelli di giocattoli di dimensioni più piccole e quasi sempre non trasformabili , al contrario dei De Luxe (DX), molto più grossi e pesanti, che riproducono la trasformazione fedele del cartone animato. La parola Standard in realtà, equivale alla parola “normale”. Si può dire infatti che sia il giocattolo DX ad essersi diversificato dalla normalità e non il contrario. I robot giapponesi sono nati STANDARD! Successivamente hanno avuto la loro evoluzione di DX…
Al contrario però di quanto detto, il termine ST è arrivato solo con la nascita dei DX, per diversificare gli uni dagl’altri.
Gli ST hanno misure che variano dai 12 ai 15 cm, salvo qualche rara eccezione come il Denziman e il set di Gordian, i cui robot non superano i 9 cm. Le versioni più piccole vengono definite “Mini”. Quelle più grandi “medie” (o medium size). Dopo di che si arriva ai DX e dopo ancora ai Jumbo.
Salvo alcune rare eccezioni i robot ST non eseguono mai la trasformazione originale del cartone animato; il punto forte degli ST sta infatti nel riprodurre il giocattolo nelle proporzioni più veritiere possibili rispetto al robot originale, cosa quasi impossibile da ritrovare nelle versioni DX a “causa” della loro possibilità di trasformazione.
Anche le dimensione delle scatole ST sono molto contenute; a differenza delle scatole dei DX, molti accessori non trovano spazio in appositi vani nel polistirolo, ma sono semplicemente raccolti in bustine trasparenti, quasi ad esaltare la compattezza del prodotto. E’ proprio questa compattezza che rende questi oggetti simili a “gioielli” …d`altronde si se, nella botte piccola si trova il vino buono!
Se pur parlando di oggetti arrivati fino ai nostri giorni, parlerò di loro al passato (“erano alti”, “si trasformavano”) , quasi a richiamare i tempi che furono, nel rispetto anche dei loro anni.
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GVu > 18/04/02

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23/06/2012 18:57:10
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Correva l’anno 1972; la ditta Popy fu la prima ditta produttrice di robot in metallo pressofuso. Le sue prime creazioni (Mazinga Z, Getter Robot, Grande Mazinga, etc…) avevano le dimensioni di circa 12 cm. Essendo composti quasi esclusivamente in metallo e destinati ad un pubblico non adulto, le dimensioni dovevano essere contenute e il giocattolo maneggevole ed economico. Ciò nonostante , oggi questi giocattoli non vengono categorizzati come ST.
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GVu > 18/04/02

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23/06/2012 19:03:53
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Con le prime versioni di robot De Luxe “trasformabili” (Goldrake e Redeen) arrivarono delle versioni in scala ridotta degli stessi. In realtà anche queste versioni non vengono definite propriamente ST.
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GVu > 18/04/02

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23/06/2012 19:05:42
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Per la coniazione della parola STANDAR dovranno passare quattro anni; fu infatti nel 1976 che arrivò sugli schermi delle tv nipponiche il primo robot componibile della storia dell’animazione giapponese : dall’unione di cinque mezzi nasceva il Combattler (o Combatora V). Di questo robot furono prodotte tre versioni di differenti dimensioni (senza contare versioni jumbo, vinile, latta o altro). La versione DX , che ricreava fedelmente la trasformazione del cartone animato; una versione media, più piccola della DX ma ugualmente trasformabile…e la versione “normale”, che riprendeva un po’ le misure dei giocattoli predecessori.
Si può dire quindi che il primo ST della storia sia proprio …il Combattler!
Le dimensioni di questo ST non ne permettevano la trasformazione fedele all’originale. Piegando i piedi e spostando i cingoli sulla schiena si poteva ottenere un simil carro armato e la testa, sganciandosi dal corpo con un dispositivo a molla, diventava un astronave. I pugni, come da tradizione, erano sparanti a molla, anche se, al contrario dei dx, erano uniti agli avambracci e venivano sparati insieme alla molla che li conteneva.
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GVu > 18/04/02

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23/06/2012 19:07:05
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Sempre nello stesso anno (1976) fu prodotto l’ultimo robot a non avere la sigla DX o ST, come i predecessori Mazinga Getta etc..: il Gaiking; non esiste infatti un Gaiking DX o un Gaiking ST.
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GVu > 18/04/02

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23/06/2012 19:08:00
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In compenso fu data maggiore attenzione alla sua Base/Astronave: il Drago Spaziale.
Di questa furono infatti prodotte una versione DX e una ST.
Quest’ultima poteva piegarsi su se stessa a “riccio” e nel suo ventre, aprendo uno sportellino si poteva accedere in un vano dove alloggiavano le tre piccole astronavi.
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GVu > 18/04/02

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23/06/2012 19:09:16
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Fu dall’anno 1976/1977 che altre ditte importanti , acquisendo i diritti dei cartoni animati dell’epoca, si affacciarono sul mercato dei giocattoli robotici in metallo. Seguendo l’onda della Popy, seguirono la tradizione facendo giocattoli di varie dimensioni per i budget dei compratori. Ecco quindi che troveremo versioni ST di marche come Takatoku, Bullmark, Clover, Takara, Sanzen, Nomura, Tomy , Takemi (con le versioni ST dei Ginguiser), Poem (con il Govarian e Robottino), Poplar (con l’Acrobunch) e Yutaka (in ultimo con la sua versione ST del Gerra Robot GO). La Nakajima, nonostante le sue bellissime creazioni non ha mai prodotto versioni DX dei suoi giocattoli, a parte una versione trasformabile (si fa per dire) in vinile del GloizerX , neanche lontanamente paragonabile in bellezza alle versioni in metallo con luci del robot e della astronave.

Direi di continuare la recensione avanzando anno per anno, in concomitanza con le uscite delle relative serie animate.
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GVu > 18/04/02

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23/06/2012 19:09:51
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Nel 1976 è da segnalare l’importante uscita dei 4 Astrorobot, di cui la Takemi produsse non produsse delle versioni DX, rimanendo sulla misura regolare. Non si può dire che siano ST a tutti gli effetti, però sono degni di nota.
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GVu > 18/04/02

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23/06/2012 19:10:59
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Stesso discorso vale per il GloizerX della Nakajima

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23/06/2012 19:12:50
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Se nel 1975 non ho citato il mitico Jeeg in quanto non esiste una effettiva versione ST , nel 1976 uscì un altro robot magnetico che riescì addirittura ad avere due versioni dx e due versioni ST da due diverse ditte. La prima era la Takara: il suo Gakeen DX era in plastica, calamitato come il Jeeg, mentre la versione ST era in metallo e sparava una elica dal petto. Venne fatta anche una versione mini in plastica calamitata.
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GVu > 18/04/02

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23/06/2012 19:15:07
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La seconda ditta fu la Sanzen alla versione DX (“Friction”) in metallo ne affiancò una ST (“Magnoid”), sempre in metallo.
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GVu > 18/04/02

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23/06/2012 19:17:21
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Dello stesso anno anche il Godam della Takara, che , come il Jeeg, ebbe solo una versione DX e una mini in plastica calamitata. Degni di nota però, i vinili prodotti.

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GVu > 18/04/02

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23/06/2012 19:18:49
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Il ’76 fu anche l’anno di esordio della ditta Bullmark, che in concomitanza all’uscita degli anime Diapolon e Mekander sfornò letteralmente dei bellissimi pezzi in metallo pesante sia in versioni DX che ST.
Ecco quindi che troveremo il Diapolon ST in versione unita e i tre robot che lo compongono in versione separata:

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GVu > 18/04/02

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23/06/2012 19:20:55
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e il Mekander ST, con scudi rotanti a molla.

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23/06/2012 19:26:39
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continua...
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24/06/2012 17:30:04
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1977

Nel 1977 arriva il più grande dei robot, il Danguard! Edito dalla Popy, la versione DX trasformabile in astronave; nella versione ST si aprivano gli sportellini nel petto e la testa era sparante a molla. Fu inoltre prodotta la versione ST del robot trasformato in astronave, quasi a voler continuare dopo il Raedeen a riprodurre versioni fisse dei robot trasformati.

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GVu > 18/04/02

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24/06/2012 17:31:12
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Sempre dalla Popy, nello stesso anno, dopo il successo del Combattler, arriva il Voltes V. Il giocattolo ST ha le stesse caratteristiche del predecessore.
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GVu > 18/04/02

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24/06/2012 17:32:19
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Possiamo forse dimenticare un altro personaggio che ottenne la sua versione DX e ST? Il piccolo robot Capitan Jet (Jetter Mars), anche questo firmato Popy.

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GVu > 18/04/02

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24/06/2012 17:35:25
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Da una serie poco conosciuta del `77, Guyslugger , la Takatoku produsse tre versioni standard dei piloti dell’astronave Solon. La stessa astronave fu prodotta in scala ridotta dalla Grip, ma non è classificata come ST.
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24/06/2012 17:36:29
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Singolare invece il fenomeno Daibaror, il robot del supereroe Ganbaron. Pur non essendo il reale protagonista della serie, la Bullmark gli dedicò bellissimi giocattoli, oggi molto rari e costosi: la versione DX, la media …e la ST.

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GVu > 18/04/02

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24/06/2012 17:52:52
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Il ’77 è anche l’anno di esordio di una nuova Casa produttrice giapponese grazie alla quale i bambini del tempo (e i collezionisti di oggi) poterono giocare con splendidi giocattoli. Sto parlando della Clover che , ottenendo i diritti dalla Sunrise, fabbricò il suo primo robot, lo Zanbot 3, in svariate forme e dimensioni. A differenza però delle altre ditte che mantenevano pressappoco le dimensioni per le varie categorie , la Clover fece per ogni serie DX, medi e ST di diverse dimensioni. Lo Zanbot ebbe una versione DX di circa 36cm (contro i 22 cm del Daitarn III prodotto nell’anno successivo), una versione media trasformabile alta 18cm, così come 18cm era alta la versione ST non trasformabile (a differenza dei 14 cm della versione ST del Daitarn).
Fortunatamente i collezionisti di ST del presente ringraziano la vecchia Ceppi Ratti italiana per aver creato ai tempi una versione “tarokka” di circa 14 cm, ben accostabile con la versione ST del DaitarnIII.


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GVu > 18/04/02

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24/06/2012 17:53:53
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Menzione particolare per il rarissimo Zanbot ACE versione ST

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GVu > 18/04/02

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24/06/2012 17:54:51
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“Cinque giovani Eroi, natura magica”…ed ecco che arrivano i Gynguiser, tre robot trasformabili e combinabili tra loro (GranFighter, SpinLancer e BullGator)che la Takemi produsse in tre versioni: le DX (ahimè, tranne il BullGator), le ST e le Mini. Le particolarità delle versioni ST è che erano praticamente identici, salvo alcuni particolari, alle versioni DX.

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GVu > 18/04/02

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24/06/2012 17:56:29
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Ultimo della famiglia dei robot calamitati Takara, il Balatack uscì con varie versioni in plastica di circa 18 cm ( con vari set di trasformazione aggiuntivi) e due versioni ST di circa 11/12cm, una in plastica con calamite e una interamente in metallo.



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